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    " La forma è vuoto e il vuoto è forma " (Sutra I dC)

    Il vuoto non è uno stato di non-essere ma pieno di fugaci onde elettromagnetiche e particelle che si creano e si distruggono in continuazione, troppo rapidamente per essere viste. In esso sono contenute le potenzialità di ogni cosa che esiste ed esisterà in futuro. Purtroppo i nostri sensi limitati, con la complicità delle aspettative e della nostra cultura, ci informano in maniera parziale ed ingannevole della realtà che ci circonda.

    Tutto ciò che chiamiamo reale è fatto di cose che non possono essere chiamate reali.

    (Niels Bohr fisico, matematico, filosofo 1885-1962)

    A noi appaiono reali cose che possiamo vedere o toccare senza pensare che le loro strutture, compreso il nostro corpo, sono in maggioranza costituite dal vuoto ed è proprio il vuoto che dà maggiormente forma a ciò che noi possiamo percepire coi sensi.



    I segni lasciati da questo mondo invisibile, dalle cose che in esso non possono essere viste direttamente, rivelano l''esistenza di un altro mondo, forse di molti altri universi paralleli, allo stesso modo in cui un palloncino rivela l''esistenza dell''aria.



    Il calco delle cose che non sono più, non sono ancora o non saranno mai diventa l'indizio della loro realtà, il depositario della loro memoria. Il calco ruba l'anima alle cose e le rende immortali. Rende visibile ciò che non possiamo vedere: le emozioni, i pensieri, i desideri, le idee solo pensate e mai realizzate, l'Anima, l’Amore, il mondo spirituale e il Divino di cui facciamo parte.

    La stessa tela del quadro non c'è più, è stata il supporto su cui plasmare la garza e il gesso e poi è stata rimossa. Questi 'Gusci' vuoti sono forme e calco del quadro che in questo modo mostra la sua presenza con la sua assenza, dichiara la sua realtà con più forza. Senza più tela i gusci ne mantengono l'impronta sulla superficie, senza più supporto si solidificano senza interferenze, rivelano e fissano le forme del vuoto circostante. I Gusci si muovono sotto il loro stesso peso, respirano, si espandono, si flettono.
    Emergono tracce di foglie, di elementi archetipici, di strutture frattali come frattale è l'universo, rivelando l'esistenza di una memoria collettiva.



    Si dice che l'Anima abbia un colore, una luce; che sia una corazza, un guscio, un muro che ci difende o da difendere. Si dice che evolva, che possa essere nutrita e che possa essere ''riportata in vita''.

    Queste strutture tutte in garza e gesso sono sempre più leggere fino a diventare più leggere della tela di cui sono calco e forma come l'Anima è più leggera del corpo che avvolge. Si arricchiscono misticamente di una luce che non ci rivela meglio le cose ma ci mostra una nuova realtà un nuovo punto di vista, un'altra cosa. Se nel buio accendiamo una luce, possiamo vedere le cose ma nell'atto di osservarle noi creiamo una nuova realtà fisica. Nella luce della consapevolezza diamo forma ad una nuova realtà .

    A volte bisogna spegnere la luce per vedere

    Il vuoto è un campo di energie in cui tutto ciò che appare materiale e ciò che non appare affatto è strettamente correlato. I pensieri, le idee, le emozioni, le intenzioni, i desideri i nostri corpi, sono tutti campi energetici, frequenze, onde che interagiscono tra di loro e influenzano i campi attigui al nostro.
    L'individuale è l'universale, il Tutto è l'Uno.



    Benchè la società veicoli il messaggio che apparire significa esistere e incentivi realtà virtuali, il calco rivela l'importanza di ciò che non si vede ma determina la nostra realtà e non di quello che appare reale ma non è come sembra.



    Non è possibile vedere all'interno dei Calchi in gesso, copie calcate da frutti naturali, come nel cibo noi non possiamo verificare cosa contiene realmente. Possiamo dedurre che queste forme non contengono gesso come ci aspettavamo, solo nel momento in cui le soppesiamo e ci accorgiamo della loro innaturale leggerezza. Sono fragili come fragile sta diventando la Natura. Contengono polistirolo: leggero, bianco , apparentemente innocuo, che non è alimento per alcun essere vivente neppure per le muffe.
    Un materiale inerte derivato da un veleno cerebrale, mutageno, embriotossico : lo stirene.

    Denaturato è il frutto privato del suo colore naturale, dal colore bianco, candido quanto mortale.
    Denaturare significa rendere non commestibile e velenosa una sostanza e segnalarla con un colore diverso.
    E ciò che ingeriamo, beviamo , respiriamo spesso non è così sicuro.

    Usiamo la Natura come un tappeto e vi nascondiamo i nostri rifiuti. Come nefasti Re Mida modifichiamo e corrompiamo il mondo naturale che tocchiamo, violiamo, usurpiamo. Inquiniamo ciò che mangiamo e beviamo, abbiamo estinto specie animali, esauriamo il suolo, sprechiamo e dissipiamo risorse che appartengono al pianeta ma le trattiamo come se fossero una nostra esclusiva proprietà infinita .

    Nature is Not your Toy

    I frutti della natura sono i moderni ready-made. Appaiono nei supermercati come prodotti industriali, selezionati, inscatolati, modificati, belli e lucidi. Sono decontestualizzati. Una pannocchia di mais non è più cibo ma viene coltivata per produrre energia, non con gli scarti di lavorazione ma con la materia prima. I terreni più appetibili sono proprio in quesi paesi dove ancora si muore di fame come l'Africa. Un cortocircuito scellerato.

    L'arte ci obbliga a porre attenzione non con le provocazioni, a cui il pubblico è ormai assuefatto. Le persone non provano più stupore o indignazione ma perfino sottili piaceri di fronte ad immagini sempre più scioccanti. La realtà ce ne fornisce già in grandi quantità quotidianamente intorpidendoci.



    L'uomo deve prendere coscienza del divino che è in lui. Deve capire che lui appartiene alla Terra, all'Universo intero dove tutto è in stretta relazione in equilibrio dinamico e che l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo determinano la realtà . Se i nostri pensieri possono interagire e quindi modificare il mondo, noi siamo i creatori e responsabili dell'universo, custodi del Creato.

    Dobbiamo tornare all'antica condivisione con la natura. Se tutto esiste nelle possibilità, se un atto di volontà determina l'esistenza, l'uomo deve averne coscienza ed avere coscienza che la sopravvivenza della nostra civiltà implica un cambiamento radicale verso un vivere migliore che la voce dell'Anima ci indica se solo la ascoltiamo.





    Bio
     

    Francesca Amadeo nasce a Carrara nel 1970. L'amore per l'arte si concretizza dopo varie esperienze lavorative. È soprattutto grazie al lavoro di assistente di volo che può approfondire le sue riflessioni sul vuoto, su ciò che non si vede ma è reale, come lo spazio. Viaggia molto e conosce persone e realtà diverse, ma più sperimenta le peculiarità più si fa chiara una visione generale. Poter vedere da un aereo, punto di vista privilegiato, lo scorrere della vita nelle sue molteplici forme le permette di coglierne il filo conduttore e di evidenziare l'unità del mondo circostante, tra uomo e uomo, tra uomo e natura, tra piccolo e grande.

    Volando non ha la sensazione di essere sospesa nel vuoto, piuttosto di esserne contenuta:

    Penso che se il nostro corpo sparisse all'improvviso lascerebbe la sua traccia per un tempo infinitesimale, prima che lo spazio riprenda il suo spazio. Il vuoto è impronta del pieno, reale quanto il corpo che lo delimita. F.A.

    L'interesse per l'arte si realizza in un primo momento nell'apprendimento delle tecniche di fusione e lavorazione del vetro grazie al maestro vetraio Nadia Ravelli. Sperimenta quel materiale che trova affascinante per la sua possibilità di prendere forma nella fusione, per la sua capacità di inglobare elementi naturali come le lische di pesce e i metalli, per la sua vitale imprevedibilità nel risultato diventando qualcosa di diverso con l'uso del calore. L'amore per le impronte aumenta frequentando l'Accademia di Belle Arti di Carrara dove si laurea a pieni voti con una tesi intitolata Piero Manzoni - Dal monocromo all'achrome.

    È frequentando le lezioni del prof.Piero Marchetti maestro delle patine che si sofferma sul valore della superficie. E' lavorando con uno dei più competenti formatori di livello internazionale, Paolo Bresciani, che nasce la riflessione sul valore del calco, l'amore per il gesso.

    Il gesso è naturale, è ecologico, essiccando si riscalda e trasuda. Come un essere vivente ha i suoi tempi, reagisce all'umidità, al caldo, all'ambiente. Il gesso è un materiale che pretende di non essere toccato, se lo si mescola con le mani ha un'accelerazione che lo porta a seccarsi prima. Bisogna setacciarlo e lasciare che lentamente assorba l'acqua. Quanta? Decide lui quando è abbastanza, semplicemente smette di bere. Il gesso come in un calco pompeiano, non imita una forma ma prende il posto di ciò che ha lasciato la forma, di ciò che era reale.

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